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Giorgi/VanSinger



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ARIANNA GIORGI
VIVIANNE VAN SINGER

a cura di / curated by
GASPARE LUIGI MARCONE

dal 13 gennaio al 22 febbraio 2025
solo su appuntamento

I lavori di Arianna Giorgi (Milano, 1965) e Vivianne van Singer (Como, 1957) presentati a The Open Box coprono un arco temporale di circa trentacinque anni.
Lavori essenziali, si potrebbe dire “minimali” piuttosto che minimalisti; l’apparente freddezza, infatti, non ha nulla di tautologico. Un denominatore comune, tra i tanti che vi si potrebbero cogliere e analizzare, è il grande potere evocativo che danza con gli elementi naturali.
Le esili “strutture” in metallo di Arianna Giorgi scandiscono ritmicamente lo spazio, scolpendo il vuoto, slanciandosi tra terra e cielo. Colonnina (1989) è una colonna tortile – paradossalmente quasi barocca – in alluminio e gomma che ruota su sé stessa fluttuando morbidamente in molteplici direzioni mentre Filo d’acqua (2024) allude all’ondulazione di un ruscello in una struttura rigida e predefinita grazie alla “semplicità” del nastro e del profilato di alluminio con lievi tracce di colore. Lavori quasi invisibili che riflettono sulla percezione e sulla visione adattandosi ogni volta diversamente allo spazio espositivo.
Analogamente, ma con materiali diversi, anche le opere di Vivianne van Singer hanno come concetti fondanti percezione e visione. Nei cicli di lavori Tratti e Nubi (dal 2023), ridefinendo la tecnica dell’acquerello con colori perlescenti, l’artista italo-svizzera si confronta con l’elemento liquido ritmando le pennellate brillanti in armonia con il proprio respiro o “simulando” un dato fenomenico esterno che diviene tutto interno all’opera.
Sia i lavori metallici sia i lavori cartacei, dunque, si ridefiniscono in base alla luce e al punto di vista.
L’acqua, contaminata, è protagonista anche nella scultura Slide (2017) di Arianna Giorgi, un solido in plexiglass che vive nell’opposizione tra la trasparenza centrale e i colori laterali; il lavoro Evaporato (dal 2003) di Vivianne van Singer, invece, è un contenitore di vetro in cui, dopo l’evaporazione dell’acqua colorata, sono visibili i residui e i processi del tempo e del colore. Tra Slide ed Evaporato nasce un dialogo “a distanza e in assenza”, tra pieno e vuoto, tra alto e basso, dove, metaforicamente, l’acqua è la materia e il tempo è lo scultore. Lo spettatore è necessariamente dinamico, si muove con la mente e con il corpo per godere di riflessi, effetti, dettagli sempre nuovi e diversi.

Didascalie:
Arianna Giorgi, Colonnina, 1989-2024, alluminio, gomma, circa 310 × 1,6 cm; Filo d’acqua, 2024 (tre esemplari), nastro e profilato di alluminio, pigmenti, ciascuno circa 310 × 1 × 2 cm; Slide, 2017, plexiglass, pigmento, 18 × 12 × 12,5 cm
Vivianne van Singer, Tratti, Nubi I, Nubi II (trittico), 2024, colori perlescenti su carta Hahnemühle 300 gr., 50 × 40 cm; Tratti, 2023, colori perlescenti su carta Hahnemühle 300 gr., 50 × 40 cm; Evaporato, 2020, blu di metilene, vetro concavo, diam. 20 cm



THE OPEN BOX
MILANO
EPS
Via G.B. Pergolesi 6
MILANO
www.theopenbox.org
info.theopenbox.org@gmail.com
+393382632596


ARIANNA GIORGI
VIVIANNE VAN SINGER

a cura di / curated by
GASPARE LUIGI MARCONE


from 13 January to 22 February 2025
by appointment only

The works of Arianna Giorgi (Milan, 1965) and Vivianne van Singer (Como, 1957) presented at The Open Box cover a period of around 35 years.
Essential works, we might say “minimal” rather than minimalist; there is nothing tautological about the apparent coldness, in fact.
One common denominator among the many that might be grasped and analysed is the great evocative power that dances with the natural elements. Arianna Giorgi’s slender metal “structures” rhythmically define space, sculpting the void, soaring between earth and sky. Colonnina (Small Column, 1989) is a twisted column – paradoxically almost baroque – made of aluminium and rubber that twists about itself, softly floating in multiple directions, while Filo d'acqua (Trickle of Water, 2024) alludes to the undulation of a stream within a rigid and predefined structure through the “simplicity” of the aluminium strip and profile with light traces of colour. Almost invisible pieces reflecting on perception and vision and adapting differently to the exhibition space on each occasion.
Similarly, albeit through different materials, Vivianne van Singer’s works have perception and vision as their founding concepts. In the cycles of works Tratti and Nubi (Marks and Clouds, from 2023) that redefine the watercolour technique using pearlescent paints. The Italo-Swiss artist tackles the liquid element by harmonizing the rhythm of the brilliant brushstrokes with that of her own breathing or by “simulating” an external phenomenal datum that is internalised within the work.
The metal and paper works, therefore, each redefine themselves according to the light and the point of view. Contaminated water is also the protagonist in Arianna Giorgi’s sculpture Slide (2017), a plexiglass solid that exists within the opposition between the central transparency and the lateral colours; Vivianne van Singer’s work Evaporato (Evaporated, from 2003), on the other hand, is a glass container in which, following the evaporation of coloured water, the residues and processes of time and colour are visible. A dialogue “at a distance and in absence” is established between Slide and Evaporato, between solid and void, between high and low, in which, metaphorically, water is the material and time is the sculptor. The spectator is necessarily dynamic, they move with the mind and body to experience ever new and different reflections, effects and details.

Captions:
Arianna Giorgi, Colonnina (Small column), 1989-2024, aluminium, rubber, approx. 310 × 1.6 cm; Filo d’acqua (Trickle of Water, 2024 (three examples), aluminium strip and profile, pigments, each approx. 310 × 1 × 2 cm; Slide, 2017, Plexiglas, pigment, 18 × 12 × 12.5 cm
Vivianne van Singer, Tratti, Nubi I, Nubi II (Marks, Clouds I, Clouds II, triptych), 2024, pearlescent paints on 300 gr. Hahnemühle paper, 50 × 40 cm; Tratti (Marks), 2023, pearlescent paints on 300 gr. Hahnemühle paper, 50 × 40 cm; Evaporato (Evaporated), 2020, methylene blue, concave glass, diam. 20 cm

THE OPEN BOX
MILANO
EPS
Via G.B. Pergolesi 6
MILANO
www.theopenbox.org
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